Airnova e Siemens insieme al S. Martino di Genova

Al minuto 3:14 si parla del monitoraggio in continuo Airnova EDO2000 integrato al sistema informatico aziendale Siemens: «La dotazione impiantistica garantisce la conformità alla normativa ISO 5 operational, monitorata in continuo attraverso un sistema di controllo della qualità dell’aria integrato al sistema informatico aziendale…»

Monitoraggio integrato Sala Operatoria

Siemens e Airnova insieme per realizzare sale operatorie più sicure e sostenibili

Siglato l’accordo di partnership per attività di controllo e monitoraggio degli ambienti a contaminazione controllata.

(articolo pubblicato il 27 Settembre 2019 su press.siemens.com)

Siemens e Airnova cooperano in forma non esclusiva mettendo a fattor comune know-how, capacità progettuali, di Project Management, Construction e gestione. Attraverso l’integrazione dei sistemi tecnologici Siemens e Airnova, sarà possibile monitorare le condizioni ambientali delle sale operatorie e gestire in modo efficiente, sostenibile e sicuro tutti gli impianti connessi all’interno dell’ospedale.

Siemens e Airnova, azienda leader nel mercato della qualità dell’aria in ambienti confinati, stringono un accordo di partnership per attività di controllo e monitoraggio degli ambienti a contaminazione controllata. L’obiettivo è quello di offrire una soluzione tecnologica integrata capace di supportare le aziende del settore ad affrontare le crescenti criticità legate alle infezioni ospedaliere che, come evidenziato nel Rapporto Osservasalute 2018, stanno crescendo pericolosamente in Europa e soprattutto in Italia.
Nello specifico, Siemens e Airnova – collaborando in forma non esclusiva – saranno in grado di realizzare all’interno dei complessi ospedalieri zone a contaminazione controllata (quali ad esempio le sale operatorie) di ultima generazione certificate ISO 5, sicure per gli operatori e i pazienti e, al contempo, efficienti e sostenibili da un punto di vista energetico.
[…]

Oggi, grazie all’integrazione con la piattaforma di Building Management System (BMS) Desigo CC di Siemens, tutti i sottosistemi specialistici di un edificio possono interagire tra loro.

Dagli impianti HVAC a quelli di distribuzione elettrica MT/BT, dagli impianti di rivelazione incendio e spegnimento a quelli per il controllo accessi, dalla rilevazione presenze, l’antintrusione e la TVCC, ai sistemi di contabilizzazione intelligente dei consumi energetici e per il controllo e la regolazione degli impianti a energia rinnovabile, dai sistemi di controllo e regolazione del microclima ai sistemi specialistici al servizio delle esigenze specifiche dell’edificio stesso.

I sistemi Airnova monitorano in tempo reale le condizioni ambientali delle sale operatorie.

[…]
I dati rilevati confluiscono all’interno del quadro principale di gestione Airnova e successivamente sono visualizzati sui diversi pannelli operatore presenti in ciascuna delle sale operatorie. Questo per garantire agli operatori la massima visibilità delle condizioni reali della sala. I Sistemi per il monitoraggio dei gas presenti all’interno della sala operatoria e per il controllo particellare per quanto sempre più accurati, finora sono stati utilizzati in modo indipendente, con la funzione di verificare le condizioni ambientali interne e di tracciarne in maniera documentale l’andamento.
Con la piattaforma di gestione Desigo CC cambia questo paradigma.

Il Sistema di Monitoraggio Airnova si integra nella piattaforma gestionale del Sistema Desigo CC, diventando a tutti gli effetti un sottosistema che dialoga mediante protocolli standard, operando sempre in maniera integrata, interoperabile ed intelligente.

>Se i livelli di concentrazione dei gas anestetici o il contenuto particellare dovessero salire oltre i limiti previsti dalle normative il Sistema di gestione Desigo informa istantaneamente il sottosistema dedicato al controllo degli impianti di Heating Ventilation e Air Conditioning in maniera interoperabile, vale a dire che interagisce con i controllori che gestiscono le Unità di trattamento dell’aria. Saranno quindi portati a zero i ricambi dell’aria interna (laddove fosse previsto un sistema a ricircolo) e sarà aumentata progressivamente la portata dell’aria esterna per aumentarne i ricambi, riportando così nella norma i valori che erano saliti oltre i livelli massimi. Il processo è completamente automatizzato, senza necessità d’intervento di personale esterno. Nel caso di un intervento chirurgico in corso, ciò significa che si potrà proseguire in sicurezza salvaguardando sia l’equipe chirurgica sia il paziente.

Pronto Soccorso pediatrico

Niki2000: «Un macchinario anti-dolore per i bambini»

Niki2000 donato da Vega Onlus al Pronto Soccorso pediatrico. Il dottor Massart, responsabile del Pronto Soccorso: «Strumento utilissimo»

dall’articolo del 7 ottobre 2020 di Francesco Paletti, la Nazione

Si chiama Niki 2002 ed è una macchina “amica” dei bambini. Soprattutto di quelli un pizzico più sfortunati degli altri, che hanno bisogno delle cure del Pronto Soccorso pediatrico della Aoup. Ma è un ausilio importante anche per i medici «perché grazie a questo nuovo strumento che somministra analgesico, il piccolo non sente dolore e per noi diventa tutto più facile, anche interventi all’apparenza banali, come un esame del sangue: fare anche solo un’iniezione ad un bimbo di pochi mesi, infatti, non è sempre così semplice» spiega il dottor Francesco Massart, responsabile del Pronto Soccorso pediatrico del policlinico di Cisanello.

Niki 2002 […] è il frutto di una donazione di Vega Onlus, l’associazione promossa nel 2019 per coltivare, attraverso iniziative di solidarietà e di vicinanza ai più deboli, la memoria delle vittime dei due più gravi incidenti che hanno colpito la 46ª Aerobrigata […]

«Siamo molto contenti soprattutto perché con questa donazione siamo stati in grado di rispondere ad un bisogno che avevamo raccolto da parte dei medici del pronto soccorso pediatrico» spiega il maggiore Francesco De Vincenti presidente Vega Onlus […] L’ingrediente “segreto” di Niki 2002 si chiama protossido di azoto.

«Gas esilarante insomma, […] conosciuto anche in medicina come un importante sedativo e analgesico – sorride il dottor Massart –. Il problema è sempre stato la modalità di somministrazione dato che, essendo allo stato gassoso, si propaga nell’aria e, dunque, può essere assunto anche da persone diverse dai pazienti. Con la nuova macchina, però, questo rischio non c’è più.

«Il nuovo macchinario, infatti, somministra la miscela gassosa grazie ad una mascherina che impedisce la diffusione nei dintorni. Non solo, è “a domanda”, ossia è il paziente in base al dolore che sente che può decidere quando inalarlo, è istantaneo sia negli effetti che nella loro cessazione, quindi non ci sono tempi di attesa successivi all’intervento medico e non è necessario essere anestesisti per utilizzarlo.»

[…]

Case history, sistema di evacuazione a doppia maschera NIKI2002: abbattimento superiore al 90% della concentrazione dei gas anestetici in aria

Abbattimento superiore al 90% della concentrazione dei gas anestetici in aria in una sala operatoria pediatrica grazie all’utilizzo del sistema di evacuazione a doppia maschera NIKI2002

Oggetto dello studio è un Blocco Operatorio di nove sale, tra cui una pediatrica che ha in dotazione il sistema doppia maschera NIKI2002 di Airnova.
Nel settembre del 2018 è stato commissionato alla ditta Airnova un intervento di monitoraggio per la misura in continuo di dati relativi alle concentrazioni di sostanze gassose potenzialmente dannose, mediante prelievi di campioni d’aria negli ambienti in cui vengono utilizzati gas anestetici in funzione delle attività operatorie, conformemente a quanto indicato nel D.Lgs. 81/08.
La presenza di eventuali concentrazioni anomale indica normalmente una perdita dal circuito di anestesia o anomalie che si verificano durante le manovre anestesiologiche compiute dal personale sanitario.
Per la determinazione delle concentrazioni di gas di consueto viene utilizzato un analizzatore a infrarossi con tecnica fotoacustica (Multi-gas Monitor predisposto per la compensazione di eventuale interferenza da alcoli e con limite di rilevabilità di sevoflurano pari a 0,006 ppm, limite di rilevabilità di desflurano pari a 0,005 ppm, limite di rilevabilità di protossido di azoto pari a 0,03 ppm e limite di rilevabilità di anidride carbonica pari a 1,5 ppm), che ha consentito la lettura diretta della concentrazione dei gas presenti nell’aria.
Il sistema di prelievo e di analisi viene mantenuto attivo in ogni postazione per tutta la durata dell’attività di sala, quando operativa, e per circa un’ora quando viene simulato un intervento in anestesia generale gassosa, effettuando un prelievo ogni due minuti circa.
I dati raccolti vengono archiviati in apposita cartella creata da software dedicato al Multi-gas Monitor e caricato sul personal computer collegato al sistema di monitoraggio.

Campagna di monitoraggio dell’esposizione professionale a gas e vapori anestetici nelle sale operatorie: settembre 2018 – senza sistema di evacuazione mobile a doppia maschera NIKI2002

La sala operatoria 3 al momento del monitoraggio era destinata alla chirurgia pediatrica.
Sono stati eseguiti quattro interventi in anestesia generale gassosa, oggetto del monitoraggio. Durante la prima anestesia generale gassosa è stato utilizzato sevoflurano al 4,0% erogato tramite maschera facciale. Durante la seconda è stato utilizzato sevoflurano al 6,0% per i primi 10 minuti erogato tramite maschera facciale e al 3,0% per il resto dell’intervento erogato in maschera laringea, sospendendo il flusso nel passaggio da una maschera all’altra. Durante la terza è stato utilizzato sevoflurano al 6,0% per i primi 5 minuti necessari all’induzione in maschera facciale e al 3,0% per il resto dell’intervento erogato tramite tubo endo-tracheale, sospendendo il flusso prima dell’intubazione. Durante la quarta è stato utilizzato sevoflurano al 6,0% per 5 minuti erogato tramite maschera facciale e al 2,0% per il resto dell’intervento erogato in maschera laringea, sospendendo il flusso nel passaggio da una maschera all’altra.
Tra il secondo ed il terzo intervento è stato caricato il vaporizzatore in sala.
Il valore limite di riferimento per la concentrazione di gas anestetici alogenati in ambiente è di 0,5 ppm (valore guida REL–TWA) e 2,00 ppm (valore limite TVL–TWA) nelle vicinanze dell’apparecchio per anestesia.
La verifica del livello di contaminazione ambientale da anidride carbonica nelle sale operatorie non è regolamentata da nessuna normativa vigente. Tuttavia la misura della CO2 rappresenta uno standard igienistico che può essere utilizzato come indice di efficienza della ventilazione. Per questo gas si fa riferimento a valori limite inseriti nelle Linee Guida emanate dall’ISPESL, nelle quali viene raccomandato il limite di 1˙000 ppm, anche se si precisa che attualmente ci si sta orientando sul valore di 800 ppm.
I risultati del monitoraggio espressi in parti per milione (ppm) sono stati:

ALOGENATI
(ppm)
PROTOSSIDO D’AZOTO (ppm) ANIDRIDE CARBONICA (ppm)
VALORE MASSIMO 48,800 0,50 554
VALORE MEDIO 2,364 0,29 468
DEV, STANDARD 7,955 0,04 29

La stessa sala era stata testata il giorno precedente in diversa disciplina (Ginecologia) e non aveva presentato elementi di criticità rilevanti. Segno che i valori non conformi registrati durante gli interventi di Chirurgia Pediatrica fossero da attribuire a procedure anestetiche adottate.

In dettaglio, i dati rilevati hanno prodotto i seguenti grafici.

 

Campagna di monitoraggio dell’esposizione professionale a gas e vapori anestetici nelle sale operatorie: giugno 2019 – con sistema di evacuazione mobile a doppia maschera NIKI2002

La sala operatoria 3 al momento del monitoraggio era destinata alla chirurgia pediatrica e aveva in dotazione il medesimo apparecchio per anestesia utilizzato durante la precedente campagna di monitoraggio.
Sono stati eseguiti quattro interventi in anestesia generale gassosa, oggetto del monitoraggio. Durante le anestesie generali gassose è stato utilizzato sevoflurano al 3,0% – 3,5% erogato tramite maschera facciale.
I risultati del monitoraggio espressi in parti per milione (ppm) sono stati:

ALOGENATI
(ppm)
PROTOSSIDO D’AZOTO (ppm) ANIDRIDE CARBONICA (ppm)
VALORE MASSIMO 1.510 0.50 539
VALORE MEDIO 0.197 0.33 435
DEV. STANDARD 0.354 0.05 28

Si è testato l’evacuatore portatile NIKI2002 realizzato della ditta Airnova in funzione del fatto che in questa sala e per questa disciplina (Chirurgia Pediatrica) si verificavano episodi importanti di inquinamento da alogenati legati a manovre anestesiologiche compiute dal personale sanitario, allo scopo di indurre gas in maschera riducendo i rischi di dispersione in ambiente.

In dettaglio, i dati rilevati hanno prodotto i seguenti grafici.

Dall’analisi dei dati relativi alle due campagne di monitoraggio è evidente che il sistema di evacuazione mobile a doppia maschera è stato adottato con sensibile beneficio rispetto ai risultati delle misure eseguite nello stesso ambiente e con i medesimi protocolli anestesiologici durante la scorsa tornata di misure. In particolare si evidenzia una riduzione dell’inquinamento ambientale da gas anestetico superiore al 90%.

Sistema di evacuazione gas anestetici NIKI2002 Airnova

Nell’anestesia generale per inalazione, si ritiene che, a motivo del possibile inquinamento degli ambienti delle sale operatorie, possano sussistere problemi di esposizione professionale.
Gli anestetici volatili maggiormente impiegati sono: Protossido di Azoto, Desfluorano, Sevofluorano, Isofluorano.
Per quanto riguarda le sale operatorie, e in minor misura i locali adiacenti, le indagini del Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ISPESL riscontrano un’elevata diffusione dell’inquinamento ambientale, causato generalmente da:

•        Perdite dal circuito di anestesia
•        Perdite dal ventilatore polmonare
•        Perdite dall’impianto di distribuzione dei gas
•        Fase di induzione in maschera del paziente
•        Fase di risveglio post operatoria
•        Perdite dal sistema cuffiato o dalla maschera laringea

Una maschera per induzione ed un sistema di aspirazione sono essenziali per evitare la diffusione dei gas anestetici in ambiente, ma non sono sufficienti.
La scarsa aderenza delle maschere comuni ai profili del viso, sistemi cuffiati a scarsa tenuta, sistemi di captazione gas in fase di risveglio, circuiti di aspirazione troppo deboli sono tra le cause più comuni dei livelli di concentrazione elevati di gas anestetici, con conseguente esposizione degli operatori di sala all’inquinamento.

Doppia maschera

L’utilizzo del sistema a doppia maschera NIKI2002 Airnova collegato ad un potente sistema di aspirazione fisso o portatile garantiscono un abbattimento dell’inquinamento superiore al 90%.

1) In fase di anestesia
Una esposizione involontaria ai gas anestetici si verifica quando vi è una perdita tra la maschera ed il paziente durante l’anestesia; in modo particolare durante l’anestesia somministrata ai bambini. Un sistema per circoscrivere il fenomeno è quello della doppia maschera. È composta da tre parti principali: la prima consiste in una maschera esterna di polisulfone semirigido, la seconda da una maschera interna leggermente più piccola di silicone morbido trasparente, la terza da un disco centrale per la corretta distribuzione della miscela somministrata.
La sua architettura consente lo sviluppo di vie diverse: una per i gas somministrati al paziente, l’altra per quelli di eccesso in uscita.
Con la struttura a “cupola”, inoltre, è possibile collegare direttamente la maschera laringea al dispositivo per evacuare eventuali fughe di gas durante tutta la fase di anestesia totale; utile anche in fase di caricamento dei vaporizzatori.

2) Nel risveglio
Dopo l’intervento il paziente viene ventilato con ossigeno per far sì che il più velocemente possibile esca dallo stato di dormiveglia per riprendere le sue condizioni normali, rilasciando una gran quantità di gas anestetico in ambiente. Con una semplice maschera in polisulfone morbido agganciata alla nuca del paziente ed appoggiata sotto il mento è possibile creare una barriera meccanica all’uscita del gas e, attraverso un tubo pneumatico innestato ad una presa di aspirazione, allontanare il gas dall’ambiente espellendolo all’esterno. La sua particolare costruzione consente, in caso di necessità (rigetto, tosse etc.), con un semplice colpo della mano di allontanarla dal viso.

In tutte le prove eseguite, confrontando i dati di monitoraggio, l’utilizzo della Doppia Maschera ha comportato un abbattimento dell’inquinamento ambientale e personale da gas anestetici superiore al 90%.
La modularità del sistema consente inoltre di collegare al Sistema di Aspirazione Mobile diversi dispositivi di evacuazione quali:

  1. Maschera per Risveglio Paziente
  2. Evacuatore Fumi Laser
  3. Evacuatore Fumi Elettrobisturi
personale e pazienti in terapia intensiva

NIKI2002: un aiuto al personale sanitario contro i virus

Da quando è esplosa la pandemia  COVID19 ad oggi, il nostro  Sistema Sanitario è impegnato ad affrontare problematiche impellenti ed enormi legate al gran numero di pazienti improvvisamente bisognosi di cure intensive. Pazienti che vengono assistiti da macchine e, soprattutto, da  Personale Sanitario che risulta il più esposto al contagio.

Conformemente a quanto raccomandato nel Rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020 del 23 marzo 2020, abbiamo adattato il nostro dispositivo medico di classe IIA  NIKI2002, già utilizzato con successo in molte sale operatorie per l’abbattimento di sostanze inquinanti e pericolose, al fine di garantire una maggiore protezione del Personale Sanitario anche contro i virus.

  • Aspirazione e captazione aumentata
  • Doppio stadio di filtrazione HEPA
  • Maschere autoclavabili e riutilizzabili
Doppia maschera

NIKI2002: Sistema di evacuazione a doppia maschera

L’inquinamento da gas anestetici resta un problema per la sicurezza del personale, oltre che per quella dei pazienti.

Una esposizione involontaria ai gas anestetici si verifica quando vi è una perdita tra la maschera ed il paziente durante l’anestesia; in modo particolare durante l’anestesia somministrata ai bambini.

Recenti indagini condotte dai principali Istituti di ricerca sulla salute e sicurezza nel lavoro hanno evidenziato come l’utilizzo dei dispositivi tradizionali per la somministrazione dei gas anestetici comporti un elevato tasso di inquinamento ambientale, tanto da non poter ricorrere a molte metodiche anti dolore per l’elevato rischio di esposizione del personale.

Un sistema per circoscrivere il fenomeno è quello della doppia maschera.

Le maschere tradizionali non garantiscono l’eliminazione del rischio di dispersione dei gas anestetici in ambiente. Airnova ha risolto il problema con un sistema innovativo e particolarmente efficace. NIKI2002 è un sistema di captazione ed evacuazione dei gas anestetici, composto da una doppia maschera collegata a un potente sistema di aspirazione portatile e garantisce un abbattimento degli inquinanti pari al 90%.

La doppia maschera è composta da tre parti principali: la prima consiste in una maschera esterna di polisulfone semirigido, la seconda da una maschera interna leggermente più piccola di silicone morbido trasparente, la terza da un disco centrale per la corretta distribuzione della miscela somministrata.

NIKI2002 è un dispositivo medico certificato MD IIA e consente al paziente di accedere alla terapia del dolore con utilizzo di gas anestetici, garantendo la salute e la sicurezza degli operatori sanitari.

Scarica la brochure completa del sistema di evacuazione a doppia maschera NIKI2002.

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